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Bleisure: significato e motivazioni di questo trend di viaggio business


bleisureIl bleisure, ovvero la possibilità di conciliare lavoro e relax nel viaggio d’affari, è un fenomeno in continua crescita, molto apprezzato dai dipendenti. Tra i motivi principali che ne favoriscono la diffusione c’è l’aumento del tempo lavorativo: le ore che si dedicano agli impegni di business, infatti, aumentano sempre di più, al punto che al giorno d’oggi spesso è difficile separare nettamente il lavoro dal tempo libero. A volte per i dipendenti non è facile concedersi dei giorni di vacanza, per questo approfittano del viaggio di lavoro per concedersi qualche momento per rilassarsi, visitare una città o partecipare a una mostra.

In questo articolo, analizzeremo il fenomeno del bleisure, cercando di capire che cos'è e perché può essere vantaggioso sia per il lavoratore che per l’azienda.


Che cosa significa bleisure?

Il termine bleisure è un neologismo formato dall'unione delle parole business e leisure e identifica quindi la combinazione di lavoro e tempo libero. In particolare, indica la pratica di concedersi dei momenti di relax nel corso del viaggio d’affari.

Apparentemente, combinare business e tempo libero potrebbe sembrare una contraddizione, eppure molte aziende oggi prevedono questa pratica, riscontrando vantaggi sia per il collaboratore, sia per la produttività della stessa impresa. Il bleisure, dunque, si sta consolidando come nuova tendenza nel settore dei viaggi aziendali e identifica un nuovo tipo di lavoratore, il worksumer, una figura professionale che ricerca flessibilità, mobilità ed equilibrio tra dimensione lavorativa e privata che si compenetrano sempre di più.
Approfondiamo questo fenomeno, nei prossimi paragrafi. Può passare all’argomento di suo interesse cliccando direttamente la voce dell’elenco che segue.

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Le origini del bleisure

La diffusione del bleisure è una pratica piuttosto recente che ha iniziato ad ampliarsi a partire dal 2011, continuando a crescere in maniera costante. Secondo uno studio condotto dalla rivista statunitense Travel Weekly, nel 2012 i viaggi bleisure rappresentavano l’11% del totale, fino ad arrivare al 17% nel 2016.
Inoltre, una ricerca eseguita da Carlson Wagonlit Travel  mostra che tra il 2011 e il 2015 sono stati effettuati 29 milioni di voli per motivi di lavoro; nel 2015, in particolare, su 7 milioni di tratte con quasi 2 milioni di passeggeri, il 20% (ovvero 1 passeggero su 5) ha deciso di dedicare del tempo a momenti di piacere e relax.
Molti approfittano del weekend per unire una breve vacanza alla trasferta di lavoro, all'inizio o alla fine del viaggio stesso. Oggi questo trend non sembra diminuire e ci si chiede che cosa caratterizzi effettivamente un viaggio bleisure. Vediamolo di seguito.

Bleisure o bizcation?

Sono due i termini più utilizzati quando si parla di unire relax al viaggio di lavoro: bleisure e bizcation. Spesso vengono usati in modo intercambiabile, ma in realtà hanno due accezioni leggermente diverse.
Come detto in precedenza, bleisure significa combinare un viaggio d’affari e un viaggio di piacere. 

bleisure

Molti business traveller, ad esempio, decidono di aggiungere un paio di giorni per incontrarsi con il partner o la famiglia, oppure preferiscono dedicare qualche ora ogni giorno per fare sport, andare alla spa, visitare un museo e fare una passeggiata, senza per forza prolungare la durata del viaggio.

Bizcation, invece, è un’espressione che deriva dall'unione di business e vacation e significa unire un viaggio di lavoro con una vera e propria vacanza di più giorni. È una pratica diffusa, soprattutto quando si parla di trasferte in luoghi lontani, magari dall'altra parte del mondo in cui non ci si recherebbe in altri momenti dell’anno o della propria vita.

I vantaggi del bleisure per il dipendente e per l’azienda

Incentivare e incoraggiare i collaboratori ad aggiungere qualche giorno di relax all'inizio o alla fine del viaggio d’affari avrà effetti positivi non solo per il lavoratore stesso, ma anche per l’impresa. Abbiamo individuato 6 vantaggi, ecco quali sono.

1. Il viaggio risulta più produttivo

Viaggiare per lavoro richiede molte energie e può risultare stancante, soprattutto per i frequent flyer e per chi deve affrontare viaggi molto lunghi, a cui si aggiunge anche il problema del jet lag. Dando ai viaggiatori la possibilità di combinare lavoro e relax, avranno più tempo per riposarsi e potranno dedicarsi totalmente al lavoro una volta tornati in ufficio. Il bleisure migliora quindi la qualità del lavoro, rendendolo più produttivo e ottimizzando i profitti.

2. La relazione con i clienti migliora

Generalmente, i viaggi di lavoro sono organizzati con l’obiettivo di incontrare clienti e prospect residenti all'estero. Incoraggiare il trasfertista a rimanere più tempo nel luogo di destinazione significa dargli la possibilità di conoscere ed esplorare le abitudini, la cultura e le tradizionali locali e magari anche la lingua. Questo è molto positivo poiché crea le condizioni favorevoli per migliorare e approfondire le relazioni con i clienti.

3. I talenti sono attratti da questa possibilità

Formalizzare le policy aziendali relative al bleisure renderà l’azienda più accattivante e “attraente” per i lavoratori, con una maggiore possibilità di incoraggiare i migliori talenti ad entrare a far parte del team.

4. Il turnover diminuisce

Permettere e invitare il collaboratore ad aggiungere qualche giorno per sé al viaggio d’affari lo farà sentire apprezzato, ascoltato e motivato; di conseguenza, tenderà a essere più fedele all'azienda e a sentirsi emotivamente e moralmente legato, più coinvolto, evitando e prevenendo dimissioni inaspettate.

5. I giorni fuori ufficio si riducono

Può sembrare strano, ma permettere ai dipendenti di sfruttare la trasferta per prendere qualche giorno di ferie ridurrà il tempo speso fuori ufficio nel resto dell’anno. Sembra infatti che i lavoratori, invece di rimanere assenti per una o due settimane come accade abitualmente, tendano poi a diminuire le ferie, preferendo prendersi un paio di giorni in concomitanza al viaggio d’affari.

6. Ottimizzazione delle spese di viaggio

È possibile che l’azienda tragga anche un vantaggio economico dal fatto che il lavoratore decida di prolungare la durata del viaggio. Infatti, se i giorni di arrivo e partenza non coincidono con quelli di maggiore affluenza, l’azienda può risparmiare notevolmente sui costi.

costo dei viaggi

Prima di implementare un programma relativo al bleisure, bisogna assicurarsi di avere una policy aziendale ben chiara. Il dipendente deve sapere bene quali sono i termini e le condizioni nel momento in cui decide, ad esempio, di farsi raggiungere dalla famiglia o di prolungare la durata del viaggio. Avere a disposizione delle linee guida ben strutturate permetterà al lavoratore di sfruttare in modo appropriato questa possibilità e all'azienda di ottimizzare il costo del viaggio e di diminuire la retention.

L’importanza delle travel policy

Le imprese più tradizionaliste potrebbero trovare il concetto di bleisure difficile da accettare, interpretandolo come una perdita di tempo, dal momento che in quei giorni il dipendente potrebbe e dovrebbe lavorare.

Oggi però, dato che sempre più imprenditori danno maggior valore alla produttività e ai risultati, rispetto alle effettive ore lavorate, la prima preoccupazione delle aziende dovrebbe essere quella di assicurarsi di aver formalizzato delle policy aziendali e che queste siano chiare ai viaggiatori. Le policy devono risolvere ogni dubbio riguardo a responsabilità, diritti e doveri di azienda e lavoratore, per evitare problemi e imprevisti. Ad esempio, se il dipendente avesse un incidente durante i “giorni extra”, l’imprenditore o l’azienda potrebbero avere dei problemi, dato che il motivo primario del viaggio è legato al business. L’unico modo per evitare questi spiacevoli inconvenienti, per quanto siano imprevedibili e improbabili, è mettere tutto per iscritto. Sia i dirigenti che gli impiegati devono sapere le proprie responsabilità e i propri diritti per proteggere se stessi e i colleghi.

Questi sono alcuni suggerimenti riguardo agli aspetti da considerare nel momento in cui si stipula una travel policy relativa al viaggio bleisure:

  • Bisognerebbe stabilire un limite al numero di giorni da poter aggiungere al viaggio d’affari, con l’obiettivo di minimizzare i rischi?
  • C’è una distinzione tra spese di viaggio e spese personali durante le trasferte di lavoro?
  • Se la famiglia raggiunge il lavoratore, l’azienda copre le spese extra per l’hotel?
  • Chi è responsabile degli eventuali accompagnatori?
  • Devono essere stipulate delle policy aggiuntive per le destinazioni a più alto rischio?
  • Se, prolungando il viaggio, il volo risulta più costoso, spetta al lavoratore coprire l’extra?

Nelle policy aziendali vanno incluse, infine, anche le norme relative ai rimborsi spesa o alle eventuali convenzioni o preferenze in merito alla scelta degli alberghi o agli strumenti digitali da usare per prenotazioni e pagamenti.

bleisure

Sicuramente il bleisure non è un approccio che può funzionare per ogni tipologia di azienda. Se non si è soliti organizzare trasferte oltreoceano, o che comunque implichino una permanenza di più giorni, valutare delle politiche di bleisure risulterebbe più dispendioso che utile. Tuttavia, per le imprese in cui i viaggi d’affari sono molto frequenti e impegnativi, potrebbe essere davvero vantaggioso considerare questo approccio, per tutti i motivi che abbiamo spiegato in questo articolo.

Inoltre, è bene ricordare che anche le compagnie aeree prevedono dei benefit per i frequent flyer che vale la pena considerare: aderendo a programmi di incentivazione gratuiti come PartnerPlusBenefit, la stessa azienda avrà la possibilità di accumulare punti per ogni viaggio e di richiedere premi, upgrade, accessi alle lounge aeroportuali e tanto altro. Scopra subito tutti i dettagli cliccando qui!

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Tags: bleisure, benessere aziendale, organizzazione viaggio d'affari

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