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I vantaggi della nuova Via della Seta per esportare in Cina


nuova via della setaLa Cina è uno dei luoghi più strategici per l’esportazione dei prodotti italiani: i cinesi infatti sono molto attratti dai prodotti della nostra penisola, soprattutto nell’agroalimentare, ma anche molti altri settori possono trovare in Cina opportunità interessanti.

È per questo motivo che uno dei punti centrali dell’accordo firmato tra Italia e Cina sulla nuova Via della Seta riguarda proprio l’export. Vediamo, nel seguente articolo, quali potranno essere i vantaggi della BRI - Belt and Road Initiative - per l’esportazione in Cina dei nostri prodotti.


Nuova Via della Seta: punto di partenza per un commercio più equilibrato

Oggi c’è uno squilibro piuttosto forte tra import ed export tra Italia e Cina. Le vendite di prodotti italiani a Pechino, infatti, sono pari a poco più di 13 miliardi di euro, meno della metà di quanto viene importato, che ammonta a quasi 40 miliardi di euro. Inoltre, nel 2018 l’export italiano è addirittura diminuito, mentre è cresciuta l’importazione di prodotti Made in China.
Il rafforzamento dell’export di prodotti italiani in Cina è quindi fondamentale, considerando anche che i nostri vicini europei possono vantare numeri decisamente migliori: l’export tedesco ammonta a 94 miliardi di euro, quello britannico a 23 miliardi e quello francese a 21 miliardi.
Si tratta di un segnale poco rassicurante, ma bisogna dire che uno degli obiettivi della nuova Via della Seta è proprio quello di equilibrare i flussi commerciali che oggi sono a noi sfavorevoli, attraverso la realizzazione di nuovi collegamenti e il potenziamento di quelli già esistenti tra Europa e Cina (ferrovie, strade, autostrade), per favorire e far ripartire gli scambi commerciali.

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Il progetto One Belt One Road, quindi, è pensato come una grande infrastruttura che l’Italia e l’Europa potranno sfruttare per favorire intese commerciali con la Cina che siano vantaggiose per entrambe le parti.

L’Italia è un luogo strategico per gli scambi commerciali

L’Italia si trova in una posizione strategica al centro del Mar Mediterraneo, per questo è considerata dai leader cinesi un luogo importante per la realizzazione del progetto One Belt One Road. Trovandosi nel punto di incontro tra la via terrestre e quella marittima, la penisola è la piattaforma ideale per importare le merci asiatiche in Europa e  raccogliere i prodotti europei da distribuire in Asia e nel resto del mondo.

In molti Paesi coinvolti nel progetto, attualmente le imprese italiane operano principalmente nei settori di gas e petrolio, ma è probabile che gli ambiti di intervento si estendano anche all’ingegneria meccanica e alle tecnologie innovative.

Inoltre, c’è la possibilità che, grazie alle risorse ricevute a seguito di questa iniziativa, le imprese italiane siano in grado di proporsi anche sui mercati internazionali con beni relativi al settore della moda, dell’arredamento e delle apparecchiature elettriche, cosa che adesso risulta piuttosto difficile.

L’eCommerce è sicuramente da considerare

L’eCommerce è uno dei temi oggetto dell’intesa: l’Italia vuole infatti promuovere una maggiore penetrazione delle imprese sulle piattaforme di vendite online cinesi. Il motivo è che oggi, con quasi 700 miliardi di dollari, la Cina rappresenta il principale mercato digital al mondo e probabilmente continuerà ad esserlo, considerando il continuo sviluppo di una classe media che effettua acquisti principalmente tramite smartphone (oltre l’80% delle transazioni).

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Si punta dunque a promuovere la cooperazione tra le imprese e i consumatori del commercio elettronico operanti in Italia e in Cina, facilitando la collaborazione tra le Pmi e le grandi piattaforme di commercio elettronico e condividendo le best practice e le innovazioni delle imprese di entrambi i Paesi.

Per farlo, tuttavia, bisogna considerare le abitudini di acquisto dei consumatori cinesi, molto diverse da quelle italiane. Essere presenti sulle piattaforme cinesi di commercio elettronico, in primis Alibaba, è fondamentale per le imprese italiane, ma bisogna fare attenzione.
Le piattaforme di cross-border si stanno diffondendo sempre di più, dando la possibilità alle aziende straniere di vendere i propri prodotti in Cina senza l’obbligo di avere una società, un negozio fisico, un magazzino e una gestione degli ordini nel Paese. Il cross-border cinese è diventato l’eCommerce più grande del mondo con un valore che nel 2017 ha raggiunto i 100 miliardi di dollari e che arriverà a 144 miliardi nel 2021. Fanno parte di questa categoria anche Tmall e JD.com.

Da gennaio 2019, inoltre, le autorità di Pechino hanno deciso di agevolare le aziende che usano queste piattaforme istituendo una tassazione fissa all’11% (iva compresa) per la maggior parte dei beni di consumo. Anche per chi vuole aprire una società in Cina il governo locale prevede tassazioni agevolate e altri benefit interessanti; chi ha progetti più ambiziosi e vuole andare oltre alla vendita online, può quindi considerare questa alternativa.

In generale, c'è un diffuso scetticismo rispetto ai possibili vantaggi della nuova Via della Seta per le imprese italiane. Sicuramente, però, si può affermare che ci sono presupposti positivi e, anche se probabilmente ci vorranno molti anni prima che l’export aumenti in modo significativo, la firma del Memorandum d’Intesa e l’adesione dell’Italia al progetto sono un buon punto di partenza.

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Tags: export, mercato cinese, via della seta

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