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Come integrare i viaggi bleisure nella procedura aziendale

viaggi bleisureIl termine bleisure si riferisce alla possibilità data al collaboratore di aggiungere qualche giorno alla trasferta di lavoro per rilassarsi, visitare la città o comunque godersi un po’ di tempo libero. Ovviamente in accordo e nel rispetto delle policy aziendali.

Ma perché l’azienda dovrebbe introdurre i viaggi bleisure nei suoi regolamenti interni? Ne parliamo in questo articolo, con alcuni consigli per integrarli nella routine organizzativa nel modo corretto. 

Perché i viaggi bleisure migliorano il business aziendale

Il bleisure è una tendenza in continua crescita non solo tra i giovani - che non vedono l’ora di approfittare di qualche giorno o momento libero per visitare un luogo nuovo - ma anche tra i lavoratori più adulti, che possono sfruttare l’occasione per un breve viaggio di piacere, magari facendosi raggiungere dalla famiglia. Anche le aziende, però, possono trarre vantaggio dai viaggi bleisure. Innanzitutto, regolamentare questo tipo di “vacanza” è un modo per comunicare la volontà dell’impresa di andare incontro alle esigenze e ai bisogni dei propri dipendenti e l’interesse per il loro benessere. Poi, è bene ricordare che i collaboratori in viaggio cercheranno comunque di ritagliarsi del tempo libero che, se non esplicitamente regolamentato, potrebbe incidere sulle spese e sul budget. La soluzione migliore è formalizzare e regolamentare i viaggi bleisure, introducendoli nelle policy aziendali, in modo da chiarire che cosa fa parte e cosa non è compreso nelle spese coperte dall'azienda.

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Come regolamentare i viaggi bleisure nel modo corretto

  • Le linee guida relative ai viaggi bleisure devono essere inserite nelle travel policy dell’azienda e i dipendenti devono saperlo. Molte volte, infatti, capita che i collaboratori non siano nemmeno a conoscenza delle policy aziendali, figuriamoci di quelle relative ai viaggi d’affari. In questo modo, i dipendenti saranno molto più propositivi nei confronti dell’azienda e quest’ultima avrà maggiore controllo sulle procedure: più i dipendenti sono informati riguardo alle policy, minore sarà il rischio di non aderenza, errori o incomprensioni.
  • Stabilire il confine tra business e leisure può essere complicato; la prima cosa da definire sono quindi le responsabilità. Se la polizza assicurativa sicuramente copre eventuali rischi durante il business travel, sono poche le aziende a volersi prendere carico di ciò che accade durante il tempo libero. Se ci sono attività rischiose, sia per la salute del collaboratore, sia per la reputazione dell’azienda, da evitare anche nella parte leisure del viaggio, bisogna specificarlo nelle travel policy per evitare confusione e problemi a posteriori.
  • Il fatto che il collaboratore possa aggiungere qualche giorno al business travel, non significa per forza una perdita per l’azienda. Infatti, se significasse acquistare un volo in un giorno meno ambito, potrebbe esserci un notevole risparmio sui costi dei biglietti aerei.
  • Come accennato in precedenza, includere i viaggi bleisure nelle procedure aziendali aumenta la soddisfazione e la motivazione dei collaboratori, con conseguenze positive sulle prestazioni lavorative e sulla diminuzione del turnover. Se i dipendenti sono soddisfatti e felici del proprio posto di lavoro, il loro modo di approcciarsi agli impegni quotidiani cambia totalmente, con un incremento significativo dei risultati.

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5 domande a cui le policy relative ai viaggi bleisure devono rispondere

Una volta stabilita la volontà di integrare i viaggi di piacere nelle procedure aziendali, bisogna capire come approcciarsi. È molto importante essere chiari riguardo ad ogni aspetto del viaggio e rendersi disponibili per eventuali dubbi o richieste di chiarimento.

Ecco le domande a cui le travel policy devono fornire una risposta.

  1. Chi ha diritto ai viaggi bleisure? Tutti i dipendenti o solo i frequent flyer, ad esempio? Si può pensare di offrire questa opportunità come premio ai dipendenti o come incentivo al raggiungimento di obiettivi specifici.
  2. Quali informazioni sono necessarie all'azienda? Bisogna specificare se sarà richiesto al viaggiatore di comunicare eventuali accompagnatori, l’itinerario previsto o le spese extra.
  3. Quali sono le spese a carico dell’azienda e quali no? Importantissimo specificare questi dettagli, per evitare di ottenere l’effetto contrario a quello desiderato, ovvero malumori e svogliatezza in ufficio.
  4. Come avviene il rimborso per le spese del viaggio bleisure? Sicuramente esiste già una procedura per la parte business, bisogna quindi capire e chiarire se vale la stessa modalità per la parte leisure.
  5. Cosa succede se è il cliente a pagare le spese di viaggio? Ovviamente non sarà disposto a pagare anche per il viaggio di piacere del dipendente di un’altra azienda, quindi è bene definire in anticipo come comportarsi anche in questa eventualità.

Ovviamente, la policy definita per i viaggi bleisure non deve servire a controllare ogni movimento del collaboratore, ma ad assicurarsi che ci sia una comunicazione chiara tra quest’ultimo e l’azienda. Introdurre questo tipo di regolamentazione può sembrare complicato all'inizio, ma basta superare il primo ostacolo per capire che può portare benefici significativi a tutto il business. Non bisogna dimenticarsi di includere nelle policy i programmi fedeltà delle compagnie aeree: un modo per aumentare ulteriormente la soddisfazione del dipendente e migliorare l’esperienza di viaggio, grazie ai premi e ai benefit offerti.
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Tags: bleisure, benessere aziendale, organizzazione viaggio d'affari

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