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Le esigenze dei viaggiatori d'affari incontrano la global mobility


global mobility

La mobilità internazionale si conferma un trend inarrestabile e sempre più diffuso. A dimostrarlo una stima che prevede, nei prossimi 4 anni, una crescita dell’investimento per la global mobility pari a 1,87 miliardi.

Cosa motiva un’impresa a investire nella mobilità globale? Indubbiamente la domanda delle imprese incontra l’esigenza dei viaggiatori d’affari, il capitale umano stimolato dalle organizzazioni ad assumere incarichi sempre più di responsabilità.

Alla luce di questo fenomeno in pieno sviluppo, nell'articolo introduciamo la tendenza a viaggiare per lavoro esaminando il nuovo orientamento professionale con uno sguardo alla mutata domanda aziendale.


La global mobility accoglie le necessità e le aspirazioni dei collaboratori aziendali

Le trasferte aziendali rispondono alla necessità di ampliare i propri mercati oltre i confini territoriali. Un trend che si allinea perfettamente alla globalizzazione dei mercati in atto e allo sviluppo costante di relazioni professionali internazionali, considerate il motore d’azione della crescita e del successo imprenditoriale.

Questa esigenza incontra l’ambizione e il desiderio di crescita di nuovi talenti e supporta la retention di dipendenti già assunti che, grazie all'avvio di nuovi progetti internazionali e a un contesto attivo già improntato al potenziamento delle attività aziendali all'estero, si sentono positivamente influenzati e attirati dal business.

Le competenze acquisite durante gli anni di formazione e di lavoro, il desiderio di raggiungere obiettivi importanti e l’attitudine all’impegno, soprattutto in quest’ultimo decennio, hanno incontrato la necessità delle organizzazioni di guardare oltre i confini nazionali, consapevoli delle grandi opportunità per i propri obiettivi economici di crescita.

Quali sono le esigenze dei viaggiatori d’affari?

E in che modo supportano il business nel corso delle attività fuori sede?

La global mobility coniuga due aspetti che caratterizzano la sfera professionale dei collaboratori che fino a poco tempo fa erano considerati, nella maggior parte dei casi, appartenenti a 2 categorie distinte:

  • i dipendenti di ufficio che svolgono il proprio lavoro in sede e il cui contratto non prevede trasferte a lungo termine o viaggi aziendali anche temporanei;
  • i trasfertisti abituali i quali, da contratto, occupano parte o addirittura l’intero tempo di lavoro fuori sede.

Chiaramente, la richiesta del mercato lavorativo oggi si distacca da questa linea di demarcazione netta e vede la presenza di figure professionali che si dividono tra trasferte aziendali e giornate in ufficio. 

 

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Quali caratteristiche può assumere la tendenza alla mobilità internazionale per i lavoratori? La possibilità di viaggiare risponde direttamente alla necessità aziendale del momento; ogni situazione specifica comporta trasferimenti diversi che possono essere riassunti in queste categorie:

  • Long-term business traveller, principalmente viaggiatori che non prevedono frequenti rientri o spostamenti dalla sede, ma assumono incarichi all’estero per un lungo periodo, in seguito al quale può riproporsi una altrettanto lunga permanenza in sede.
  • Project workers, coinvolti nell’onboarding di progetti a sé stanti e che non prevedono all’interno del proprio contratto trasferte abituali e per lunghi periodi. All’interno di questa tipologia di global mobility si distinguono gli short term assignee, la cui missione all’estero non ha solitamente una durata superiore ai sei mesi e ha lo scopo di permettere ai dipendenti di un’azienda di vivere un’esperienza formativa all’interno di una sede all’estero.
  • Commuting ovvero la tendenza dei trasfertisti a viaggiare per un certo numero di volte verso la stessa destinazione per un numero preciso di giorni alla settimana o per un definito numero di settimane al mese. Questo tipo di pendolarismo si distingue dai normali spostamenti casa-lavoro che avvengono tipicamente all’interno della stessa giornata e prevede la permanenza nella sede di lavoro per almeno una settimana circa, con ritorni a casa più frequenti, rispetto ad esempio ai long-term business traveller, magari per esigenze familiari.

I collaboratori che assumono incarichi internazionali assicurano al proprio bagaglio professionale e culturale competenze e abilità che arricchiscono contemporaneamente il know-how delle stesse organizzazioni che possono contare su skill tecniche significative per avviare ulteriori e sempre più ambiziosi progetti internazionali.global mobility

Quali sono gli aspetti positivi della global mobility? La mobilità internazionale permette ad aziende e collaboratori di sostenere un approccio multiculturale che vede, da un lato, la crescita del business e dall'altro l’opportunità di confronto e coinvolgimento continuo. L’aspetto professionale dei collaboratori si arricchisce di nuove sfumature, sfide, stimoli ed esperienze di vita decisive.

Se un tempo l’idea del viaggio, del trasferimento o del cambiamento poteva spaventare, oggi queste circostanze sono accolte dall'organico con eccitazione ed entusiasmo; cresce, soprattutto tra i millenial, la consapevolezza della grande importanza che ricopre la crescita professionale all'interno della propria sfera privata. Assumere responsabilità fuori sede o impegni prestigiosi è un approccio che mette alla prova le competenze, il talento e la perseveranza degli attori in gioco, comprese le stesse aziende che devono garantire il raggiungimento di obiettivi, per cui l’investimento sul capitale umano diviene fondamentale.

 

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Tags: trasferte di lavoro, viaggi d'affari

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