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Statistica: i viaggi d’affari delle imprese italiane


viaggi d'affari

È stato da poco presentato il “Nuovo Osservatorio sui Viaggi d’Affari - Viaggi, fatturato e soddisfazione dei clienti del turismo d’affari italiano nel 2017” promosso da Lufthansa Group e realizzato dal Professor Andrea Guizzardi con il supporto del Center for Advanced Studies in Tourism (CAST) dell’Università di Bologna.

In questo articolo le proponiamo alcune statistiche sulla situazione delle trasferte di lavoro nelle imprese italiane:

  • Volumi dei viaggi
  • Destinazioni
  • Settori più attivi
  • Durata dei viaggi


I volumi dei viaggi d’affari delle aziende italiane

Nel 2017 il numero di viaggi realizzati dalle imprese italiane è tornato ai livelli massimi del 2007, con una crescita del 3,5% trainata dall’ottima performance del mercato nazionale (+3,9%) che rimane tuttavia 6 punti percentuali sotto il massimo pre-crisi. Si può ipotizzare un 2018 ancora in forte crescita per il mercato nazionale.

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La crescita del 2,9% del segmento internazionale, seppur minore, non modifica il trend positivo che lo vede crescere del +15% nell’ultimo decennio.

Il mercato dei viaggi d’affari delle imprese italiane è cresciuto di un milione di trasferte arrivando nel 2017 a 30,8 milioni. Tutti i mercati sono in crescita e il dato conferma le aspettative delle aziende italiane misurate dall’osservatorio dello scorso anno.

Il +3,5% complessivo è il miglior risultato da quando l’economia nazionale è uscita dalla crisi. La crescita, come detto, è trainata dal mercato nazionale che si avvantaggia sia della ripresa del clima di fiducia delle famiglie italiane e del loro reddito disponibile, sia – dal lato dell’offerta – dalle favorevoli valutazioni delle imprese sulle condizioni per investire e dal minore razionamento del credito.

All’interno del mercato internazionale spicca la performance del segmento intercontinentale che registra un incremento del 3,4% sostenuto dalle trasferte verso i Paesi emergenti.

In ottica pluriennale, il 2017 conferma il trend positivo in tutti i segmenti di mercato. I livelli raggiunti coincidono con quelli massimi del 2007: a cambiare è stata la composizione del mercato: se quello internazionale è aumentato del +15%, il segmento nazionale è ancora a -6% dal massimo di 10 anni fa.

 

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Principali destinazioni dei viaggi d’affari

La globalizzazione dei mercati e l’integrazione tra aziende in differenti aree del globo ha modificato le destinazioni dei viaggi delle imprese che hanno trasferito all'estero funzioni tipicamente di stabilimento come produzione e supervisione tecnica, ma anche distribuzione, logistica e vendite, inclusi i centri assistenza e i call center.

Solo recentemente la forbice tra trasferte nazionali ed internazionali ha mostrato segnali di inversioni di tendenza, un risultato che sembra ricalcare fedelmente la moderata ripresa della produzione industriale del nostro Paese. Stante questa analogia e le aspettative positive sulla prossima evoluzione della congiuntura italiana, si può quindi ipotizzare un 2018 ancora in forte crescita per il mercato nazionale.

Dalla “Indagine sul turismo internazionale” di Banca d’Italia (aggiornata a settembre 2017) apprendiamo che è l’America il continente dove si osserva la maggiore espansione dei viaggi internazionali dall’Italia (+7%) grazie alle ottime performance di Canada e Brasile.

L’Africa del Nord è invece l’area che mostra la peggiore performance con un calo del 30%.

Le trasferte verso l’Asia crescono di 6 punti percentuali e sono sostenute dal progresso dei mercati cinese e giapponese.

In Europa crescono soprattutto i viaggi verso la Germania (+21%), mentre le peggiori performance si registrano sui mercati dell’Est europeo extra UE (-15%), un risultato solo parzialmente compensato dall’incremento del 13% delle trasferte verso la Russia. Il trend negativo ha origine dal ripensamento di tante piccole e medie imprese italiane che avevano delocalizzato nell’Est europeo all’inizio del millennio.

 

Settori più attivi nelle trasferte di lavoro

La crescita nelle trasferte d’affari è guidata dal segmento terziario che registra un aumento del 3,8%. L’ottima performance si realizza sia sul mercato nazionale che, soprattutto, su quello intercontinentale (+4,6%) dove molte aziende consolidano il ruolo di fornitori di realtà industriali o finanziarie che hanno acquisito una dimensione mondiale.

La minore crescita delle trasferte in Europa (+1,9%) è da imputarsi alle cattive performance dei comparti bancario e assicurativo (in Francia) e della distribuzione (nei Paesi dell’Est europeo).

Il dato di maggiore rilievo è l’aumento delle trasferte nazionali perché la crescita conferma quanto registrato nel 2016 e rafforza le prospettive di crescita per il 2018 in un segmento che risulta molto correlato con le dinamiche dell’intera economia nazionale.

I viaggi nel settore manifatturiero crescono soprattutto per le imprese produttrici di beni strumentali e durevoli; le performance più negative si registrano nel settore delle costruzioni.

Il mercato dei viaggi intercontinentali, seppur in crescita del 2,7%, rallenta rispetto a quanto fatto osservare nel recente passato. Tra i segmenti più dinamici quello chimico-farmaceutico.

Il mercato europeo (+2,6%) si mostra invece in linea con le dinamiche passate, favorito dal buon andamento dell’export verso la Germania, le cui produzioni industriali sono costituite da una quota consistente di componenti prodotti in Italia (soprattutto nel segmento automotive).

 

La durata dei viaggi d’affari

Nel 2017 i viaggi senza pernottamento hanno superato i 12,2 milioni (39,6% del mercato) con una crescita del 4%. Complice il deciso rialzo nelle trasferte nazionali, si riduce la quota di mercato dei viaggi con pernottamento (+3,2%).

Quanto osservato è compatibile con un incremento del 2,7% dei pernottamenti rispetto al 2016 pari a circa 1,35 milioni di notti. La dinamica non è però omogenea su tutti i segmenti: mentre il mercato nazionale cresce di circa 1 milione di notti il mercato internazionale cresce di 300 pernottamenti in gran parte concentrati sul segmento intercontinentale.

I dati sono compatibili con una leggera diminuzione nella durata media delle trasferte che si concentra sulle destinazioni nazionali ed europee.viaggi d'affariOggi le aziende risultano molto determinate nel comprimere la durata del viaggio, nella percezione di potere ottenere sia risparmi economici sia guadagni di produttività del lavoro. Valutare la reale convenienza economica di tale strategia è però molto complesso.

Alle trasferte senza pernottamento si accompagna spesso la domanda di servizi in grado da garantire il raggiungimento degli obiettivi del viaggio in tempi contingentati. Il tempo diventa quindi l’elemento centrale e questo - unito all’elevata variabilità tariffaria - rischia di limitare molto il vantaggio economico di una riduzione dei pernottamenti.

L’analisi per settori mostra due realtà simmetriche:

  • l’industria vede aumentare l’escursionismo d’affari di appena lo 0,6%, complice una maggiore quota di viaggi internazionali dove alto costo del trasporto e minori opportunità di viaggio rendono complesso comprimere la durata media del viaggio
  • nel mercato dei servizi si osserva la maggiore riduzione della durata media ma i pernottamenti diminuiscono soprattutto sul mercato europeo

 

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Tags: trasferte di lavoro, viaggi d'affari

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