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Via della seta: tutte le novità e le opportunità per le imprese


via della setaIl 23 marzo 2019 è stato siglato a Roma il Memorandum of Understanding (MoU) tra Italia e Cina, un documento che comprende 29 accordi (19 istituzionali e 10 commerciali) e rappresenta l’adesione dell’Italia alla BRI, ovvero la Belt and Road Initiative, resa in italiano con l’espressione nuova Via della Seta. Pur essendo una semplice dichiarazione di intenti, il MoU ha una certa rilevanza, perché dimostra la chiara volontà politica della penisola di stringere una relazione sempre più stretta con l’alleato cinese. 

In questo articolo cercheremo di analizzare e spiegare che cos'è questo importante progetto e perché può essere un’opportunità per le imprese Italiane che guardano a Oriente.


Che cos'è la nuova Via della Seta?

La Belt and Road Initiative (BRI), chiamata anche One Belt One Road (OBOR), è un progetto che prevede un notevole piano di investimenti per far ripartire i commerci lungo l’antica Via della Seta, tra Cina ed Europa, passando per il Medio Oriente. Per questo viene anche indicata come nuova Via della Seta.

Ecco gli argomenti che saranno trattati nell'articolo. Può passare direttamente a quello di suo interesse, cliccando la voce dell’elenco che segue:

opportunità di business via della seta

Che cosa prevede il MoU

Il Memorandum of Understanding non rappresenta un accordo internazionale vincolante, ma si propone di individuare una serie di intese come punti di partenza per successivi progetti più complessi e precisi. L’Italia non ha quindi alcun obbligo dal punto di vista giuridico o finanziario, ma l’accordo conferma una convergenza di interessi e prospettive con la Cina e dimostra una forte volontà di collaborazione tra i due Paesi nell'ambito del progetto della nuova Via della Seta.
All'interno del documento sono chiariti i settori inclusi in questa operazione, che sono, in totale, sei:

  1. Dialogo sulle politiche per una maggiore connettività tra i paesi, con il supporto della Asian Infrastructure Investment Bank che si propone di fornire e sviluppare progetti di infrastrutture nella regione Asia-Pacifico
  2. Trasporti, logistica e infrastrutture, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza dei collegamenti tra Europa e Cina investendo in strade, ferrovie, ponti, aviazione civile, porti, energia e telecomunicazioni
  3. Rimozione degli ostacoli al commercio e agli investimenti, promuovendo una cooperazione a beneficio reciproco
  4. Collaborazione finanziaria, intesa come sviluppo di politiche di riforma fiscale, finanziaria e strutturale per favorire una collaborazione in questa direzione tra le parti
  5. Connettività tra persone, scambi interpersonali, culturali, accademici e istituzionali, ponendo una certa attenzione anche alla promozione del turismo
  6. Cooperazione in tematiche legate all'ambiente con il coinvolgimento dei rispettivi ministri per l’ambiente, affinché lavorino per uno sviluppo ecologico lungo tutta la Via della Seta

Si può facilmente comprendere che il progetto non riguarda solo infrastrutture e trasporti, ma che comprende moltissime tematiche diverse tra loro; l’obiettivo è quello di fornire un quadro generale che dia un’idea degli obiettivi e degli ambiti entro i quali Cina e Italia hanno intenzione di confrontarsi e stabilire accordi futuri.

 

Gli obiettivi del progetto

La Belt and Road Initiative è un piano molto ambizioso che prevede la costruzione e il rafforzamento delle infrastrutture, in particolare delle reti ferroviarie e autostradali, per dare un nuovo slancio agli scambi commerciali tra Europa e Asia, attraversando 65 paesi lungo un percorso terrestre che supera tutta l’Asia Centrale e Meridionale, arrivando fino alla Spagna.

È prevista anche una Nuova Via della Seta marittima che collega la Cina alle nazioni del Sud-Est asiatico, i Paesi del Golfo, il Nord Africa e l’Europa.
La BRI si pone l'obiettivo di creare un immenso mercato comune eurasiatico, rispondendo così alle necessità economiche cinesi. La Cina infatti vuole, in primo luogo, incentivare lo sviluppo regionale e, in particolare, ridurre la disparità tra le regioni costiere e quelle interne, attraverso la costruzione di opere pubbliche di grandi dimensioni, la modernizzazione delle aree depresse e l’aumento del benessere delle zone critiche. Inoltre, il proposito è quello di rispondere al problema della dipendenza energetica, diversificando le fonti di approvvigionamento, importando maggiormente da imprese cinesi e garantendo l’accesso alle risorse energetiche dall'estero.
La scelta dell’Italia di aderire al progetto cinese è sostanzialmente di natura economica e giustificata dalla necessità di riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina che vede ad oggi un deficit per l’Italia vicino ai 18 miliardi di dollari.

La nuova Via della Seta dovrebbe contribuire allo sviluppo del commercio italiano, da anni limitato nelle procedure di esportazione verso il Paese asiatico. Inoltre, la penisola vorrebbe rafforzare la promozione del turismo cinese, semplificando le procedure per i visti, garantendo un numero più alto di voli e una maggiore sicurezza per i turisti.

Altro punto fondamentale dell’accordo è che la nuova Via della Seta dovrebbe dare maggiore visibilità ai porti italiani che assumeranno un ruolo rilevante nel sistema import/export delle merci, in particolar modo quelli di Genova, Trieste e Venezia, fino ad assumere – se tutto andrà secondo i piani – un ruolo strategico in Europa per la nuova Via della Seta.

 

Nuova Via della Seta: le rotte principali

Riferendosi a questo enorme progetto, sarebbe meglio parlare di nuove Vie della Seta, al plurale, poiché in realtà è prevista la realizzazione di due percorsi commerciali, uno marittimo e uno terrestre, a loro volta suddivisi in diverse vie. Il percorso terrestre (One Belt) comprende tre diverse rotte che connettono la Cina con Europa, Medioriente e Sud Est Asiatico, e un percorso marittimo (One Road), diviso in due percorsi che si snodano rispettivamente verso l’Oceano Indiano e verso le isole pacifiche. 

Queste sono le tre rotte terrestri di riferimento:

  • La prima inizia da Xi’an, città situata nel centro del paese, e si snoda attraverso il centro dell’Asia, ovvero nel Kazakhistan e in Russia (Mosca), fino al Mar Baltico
  • Da Xi’an, inizia un secondo percorso che attraversa il Medio Oriente, nello specifico Islamabad (Pakistan), Teheran (Iran) e Istanbul (Turchia)
  • La terza via parte da Kunming e attraversa il sudest asiatico, comprendendo Paesi quali Thailandia e Myanmar, per poi terminare a Delhi, in India

Queste, invece, le due e principali rotte marittime:

  • La prima inizia dal porto di Fuzhou e attraversa l’oceano Indiano toccando Malesia, Sri Lanka e il mar Rosso, collegando l’Europa a Rotterdam
  • La seconda parte sempre da Fuzhou e arriva alle isole Pacifiche attraverso il Mar di Cina

Oltre 60 Paesi hanno aderito al progetto, con un investimento compreso tra i 4 e gli 8 trilioni di dollari, portandolo a coinvolgere circa il 63% della popolazione mondiale ed il 29% del PIL complessivo.
La Cina, con questo piano, intende collegare Asia, Europa e Africa attraverso una rete di itinerari capaci di creare una piattaforma transazionale di cooperazione economica, politica e sociale.

 

Le opportunità per le imprese italiane

L’Italia si trova in una posizione strategica, al centro del Mar Mediterraneo, per questo è considerata un punto nevralgico importante dai leader cinesi per la realizzazione del progetto One Belt One Road. Trovandosi nel luogo di incontro tra la via terrestre e quella marittima, il nostro Paese è la piattaforma ideale per importare le merci asiatiche in Europa e per raccogliere i prodotti europei da distribuire in Asia e nel resto del mondo.

La nuova Via della Seta potrebbe quindi favorire l’esportazione di prodotti italiani in Cina e rappresentare un’opportunità concreta per aumentare le forniture delle imprese italiane anche negli altri Paesi interessati dalla Belt and Road Initiative. In molti Paesi coinvolti nel progetto, le imprese italiane operano attualmente nei settori di gas e petrolio, ma è probabile che gli ambiti di intervento si estendano anche all'ingegneria meccanica e alle tecnologie d’avanguardia.opportunità via della seta per aziende italiane

Inoltre, c’è la possibilità che, grazie alle risorse ricevute grazie a questa iniziativa, le imprese italiane siano in grado di proporsi anche sui mercati internazionali con beni relativi al settore della moda, dell’arredamento e delle apparecchiature elettriche, tutti ambiti piuttosto competitivi.
Altro aspetto positivo dell’adesione al progetto BRI sarà l’aumento dei viaggi, sia d’affari che turistici.

In virtù del miglioramento delle infrastrutture e della rete di trasporti e al potenziamento dei collegamenti, è previsto un netto aumento del turismo cinese in Italia, con conseguenze positive per la nostra economia e le nostre attività. Per quanto riguarda le trasferte di lavoro, invece, visto il crescente interesse dei prodotti italiani nel mercato cinese, probabilmente sarà necessario aumentare il numero di viaggi in Asia e le partecipazioni a eventi e fiere di settore che rappresentano un’occasione unica per le imprese che vogliono affacciarsi al mercato asiatico.

 

Un viaggio lungo l’antica e la nuova Via della Seta

L’antica Via della Seta era un fitto insieme di percorsi terrestri, marittimi e fluviali di circa 8 mila chilometri che collegava Roma a Xi’an, percorrendo l’Asia centrale e il Medio Oriente. Attraverso questi luoghi viaggiavano mercanti e commercianti, che rimanevano affascinati ed estasiati dalla bellezza degli imperi lontani.

Oggi, la nuova Via della Seta ha una portata molto più ampia, lungo l’Asia centrale, la Russia e il Medio Oriente per giungere infine nell'Europa orientale e centrale. Dato il potenziamento dei collegamenti con queste zone e anche in ottica di bleisure – ovvero l'unione di relax e lavoro nel corso delle trasferte –  si può valutare anche una vacanza alla scoperta di questi luoghi così affascinanti.
In Cina, e non solo, sono infatti molti i siti da esplorare, la maggior parte dei quali ancora sconosciuti ai turisti stranieri. Alcuni esempi sono Xi’an e Luoyang, le antiche capitali, punti di partenza delle rotte commerciali; anche Shangai e Pechino meritano sicuramente una visita.città sulla via della seta

One Belt, One Road è un progetto di dimensioni straordinarie non solo per l’area geografica coinvolta, ma anche per le tante differenze tra le singole aree in cui opera. Per queste diversità, la Belt and Road Initiative dovrà essere in grado di adattarsi alle differenze infrastrutturali, alle diverse giurisdizioni in cui le imprese cinesi si troveranno ad operare e alle differenze culturali, politiche ed economiche dei singoli stati.
Si può comunque affermare che, se venisse interamente realizzato, questo piano rappresenterebbe un’enorme opportunità di crescita per le imprese italiane ed europee che avrebbero così la possibilità di incrementare l’export verso la Cina, un Paese sempre più interessato al Made in Italy.

Perciò è necessario prepararsi in anticipo alla possibilità di trasferte di lavoro in questi luoghi, affidandosi a partner d’eccellenza in grado di garantire un’esperienza positiva a 360 gradi sia per i dipendenti che per l’azienda.

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Tags: export, mercato cinese, via della seta

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